Pubblicato da under su 10 Agosto 2008

Resterà a lungo. Solleverà il pensiero nei giorni che verranno pesanti. Non sarà un semplice richiamo. Non sarà un ricordo come tanti.
Io lì ho sentito che il vento freddo ha l’odore polveroso dei millenni. E gli occhi non ne reggevano il peso. E l’animo si è riempito, cacciando il resto.
Sulle torri del Vajolet che si sgretolano morendo, io ho visto il senso del tempo.
In quella enorme clessidra che misura le ore al mondo, io ho visto la bellezza più grande.
E per un attimo, nemmeno misurabile, ne ho fatto parte.
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Pubblicato da under su 27 Luglio 2008

La rosa è una rosa,
Ed è sempre stata una rosa.
Però la teoria adesso è un’altra
Una mela può essere una rosa,
Anche una pera, e così
Una prugna suppongo.
Non si sa
Cosa sarà la prossima rosa;
Tu, sicuramente, sei una rosa-
Ma lo sei sempre stata.
Robert Frost
La famiglia della rosa
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Pubblicato da under su 20 Luglio 2008

Spesso non hai scelta. E ti trovi ad amare senza possibilità. A volte perchè non ricambiato. Altre perchè ti travolge solo il desiderio, ma stenti a sentirlo amore. Invece succede anche altro, raramente, improvvisamente: difficile a spiegarsi. Capita che ti si mozzi il fiato e che tu riconosca a pelle un sentimento puro. Un amore che li racchiude tutti. Un amore da non consumare. Lo inquadri a fatica. Sei impacciato perchè pensi che il meccanismo sia il solito, ma sei spiazzato e brutale. Decidi allora che non consumarlo è l’unico modo per lasciarlo in vita. E nell’istante in cui lo pensi così puro, resta indelebile in te. E da lì vai avanti, senza pensare a ciò che sarà o non sarà. La vedi e la senti parlare, la accarezzi e le sfiori le labbra con le dita. Senti che non esiste nulla di più alto e inviolabile e da lì puoi solo ridiscendere per una nuova via. E trovi più forza per amare chi già ami. Una volta conosciuto non lo dimenticherai più. Soffri, eppure rinunciando sentirai che qualcosa in te è cambiato per sempre.
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Pubblicato da under su 7 Luglio 2008

Accarezzandoti le gambe e le caviglie ho capito. L’ho fatto perchè non ci pensavo, perchè credevo di potermi fermare. Non pensavo che il senno e la prudenza potessero mancare. E sono mancati quando speravo ingenuo che arrivassero in soccorso.
Accarezzandoti le gambe e le caviglie ho compreso. Ho compreso che il desiderio è solo la forma ingovernabile e sadica della ragione. Perchè così volevo, e io ero già perduto.
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Pubblicato da under su 29 Giugno 2008

Chi sarà l’ultimo
A morire per uno sbaglio?
Amore, andranno i re e i tiranni incontro allo stesso destino,
impiccati ai cancelli della tua città?
Chi sarà l’ultimo a morire per uno sbaglio?
Last to die - Bruce Springsteen
Milano - 25 Giu 2008 - Un concerto indimenticabile
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Pubblicato da under su 22 Giugno 2008

Non mi chiedo mai perchè. Non mi domando cosa mi rimanga. Non vedo nemmeno l’assoluto eterno che si manifesta nella natura.
So che quando sono in montagna il mondo diventa più piccolo, e sono di nuovo pronto a affrontarlo.
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Pubblicato da under su 15 Giugno 2008

Non funziona così, e non c’è altra possibilità. Nel momento stesso in cui cerchi di dare scopi precisi a quello che desideri commetti un errore. Non puoi dominare una cosa che non ha forma.
Quante possibili vie ha il cuore, e quanto spazio può contenere? Non c’è ragione o tempo, dimensione o numero, direzione o verso perchè non è di questo che si dovrebbe parlare.
Chi mi parla d’amore e mi dice saccente di saperne guidarne il corso, di saper dove vuole arrivare, in realtà è fermo. E forse è già perduto, alle mie spalle, mentre io affronto ogni deriva imprevedibile che il cuore mi porterà a incontrare.
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Pubblicato da under su 8 Giugno 2008

Bruno: Qui s’è fatto tardi. Forza Roberto. Che ti sei incantato? Andiamo.
Roberto: Ci volevi passare la vita in campagna!
Bruno: E vabbè ma so’ tre ore che stiamo qui!
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Pubblicato da under su 2 Giugno 2008

Mi dice spesso di non capirmi del tutto. Ma forse non voglio essere compreso.
Si crede che non sia amore vero se non c’è possesso violento, totale. Si crede che non sia amicizia vera se non c’è condivisione assoluta. Il solo pensarlo ci fa sentire nel giusto. Ma è un piccolo moto meschino del cuore, rassicurante per sé, insensibile per l’altro.
Lascia invece, come io lascio, che sotto la superficie, e anche più sotto, resti qualcosa che è giusto non cercare di comprendere.
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Pubblicato da under su 25 Maggio 2008

Fermiamoci al bordo e sentiamolo pure violento, inopportuno, esagerato, lontano. Togliamo la patina del comune sentire, vinciamo l’impatto, e comprendiamo quanto invece sia urgente, universale, imprevedibile.
E’ un film sul male che si concentra bestiale in luoghi irreali ma veri e lì non si ferma.
Consideriamolo un fenomeno napoletano e non accorgiamoci di quanto ormai tutto sia corroso, corrotto, reso pulito solo alla vista. Male che lì nasce e si diffonde in ogni interstizio della nostra esistenza.
Io non so più che sia la camorra.
E’ la quotidianità del male, che usa e inquina anche il nostro vivere perbene. Un male che non vogliamo vedere. Che non ammettiamo di portarne il peso, noi che ci sentiamo immuni e lontani.
Il film “Gomorra” lo fa vedere.
Uscendo dalla sala io lo sentivo.
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